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Rettore a “Tale e Quale Show”: vince la personalità

Rettore Tale e Quale Show[01-10-2017] Dopo le prime due puntate di Tale e Quale Show una cosa è certa: Rettore è lì con il suo inequivocabile bagaglio artistico e musicale che non ammette scalfiture da qualsivoglia altrui pretesa emulativa, proprio perché costruito (quel bagaglio) in diversi decenni di anarchica passione e sofferto sudore, spesso e volentieri in lotta contro compromessi di mercato. «Ho la netta convinzione che Donatella Rettore in questa edizione farà solo grandi esibizioni – scrive Alessandro Alicandri in una speciale classifica che l'ha vista in terza posizione per la redazione di TV Sorrisi e Canzoni subito dopo la 2ª puntata –. Qui “Patty Pravo” la trovi molto nell'intenzione, nelle movenze. È ancora distante dall'originale, ma l'esibizione, come ci aspettavamo, è stata unica».

Esatto, quella “intenzione” che poi significa interpretazione del personaggio attraverso la sapiente intuizione dell'essenza, filtrata e forgiata con quel prezioso bagaglio (di cui all'inizio) in gesti e atteggiamenti evocativi. Il gioco della fotocopia d'effetto non fa per lei, ammesso e non concesso che siano queste l'intenzione e la pretesa del programma. Siamo di fronte ad una personalità troppo forte per potersi limitare ad una banale emulazione; c'è spirito, sintonia, percezione del personaggio da affrontare, oltre allo studio durante la settimana nel confronto con i coach. Ma il resto è lei, con la sua performance, la sua musicalità, la sua vocalità, in un “gioco” al confronto e all'interpretazione.

Ha intuito sempre Alicandri di TV Sorrisi e Canzoni (dopo la prima puntata con l'interpretazione di Caterina Caselli): «L'esplosiva Rettore usciva a tratti, in una performance divertente e di alto livello, di quelle che solo una cantante di grande bravura sa dare». Esatto anche in questo caso, l'illuminante ironia e il divertissement come ingredienti immancabili (a volte scambiati per supponenza) in ogni occasione e performance della sua ampia (e non solo lunga) carriera masticando musica e concerti, ma confrontandosi anche con cinema e teatro.

Insomma: così è, se vi pare. Il resto (haters, leoni da tastiera, postatori folli nei social di infantili e improbabili paragoni artistici con colleghi/e) è semplicemente fuffa che, ahimé, fa parte del gioco.

(Paola Ponzetti)


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